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Lo scudetto 19 nasce nel segno delle frontiere riaperte e di un gentleman
irlandese, Liam Brady: proprio quello che la stagione prima aveva eliminato
la Juve dalla Coppa. E' anche l' anno di un giovanotto che farà
strada, Giuseppe Galderisi detto " Nanu " per la piccola statura,
gigante in zona gol. Una stagione trionfale ma sofferta, con episodi tormentati:
come la storica lite, nel derby d' andata, tra Bettega e l' arbitro Agnolin,
accusato di aver convalidato a Graziani un gol con carica su Zoff. Per
l' attaccante (e per Gentile), dopo i paroloni, una dura squalifica. Ma
la squadra non si ferma e impegna una lunga volata con la Roma. Roventi
polemiche per un gol annullato a Turone (fuorigioco contestato) al Comunale.
Questione di centimetri, si dira' a lungo. E Boniperti invia a Viola,
presidente giallorosso, un ironico centimetro di plastica.
Anche se il tempo lava tutte le ferite, sul campionato 1980-81 ne restano
evidenti i segni. Troppi i casi, gli urli, gli sbraiti, di allora e di
dopo ancora. Polemiche che non si sono esaurite perche' appena dici Turone
sono in centomila a sentire il sangue bollire e almeno mille a far bollire
le parole. E se avvicini il nome di Bettega a quello di Agnolin, il risultato
si ripete. E non e' finita. ma cio' non vuol certo significare che quella
Juve, con problemi di anzianita' e di assortimento, non meritasse lo scudetto
vinto. Anzi, lo merito' forse e ancor piu' proprio alla luce dei suoi
limiti che Trapattoni seppe superare e in certi casi trasformare in punti
di forza. Ma il resto resta. Resta un caso nazionale, guardate bene, iniziato
quel 10 maggio '81 e proseguito per anni e anni e anni. Il fatto, ventottesima
giornata, al Comunale c' e' Juve-Roma, la prima in classifica con 40 punti
contro la seconda con 39. In tribuna c' e' il ct Bearzot e altre 65 mila
persone, l' incasso e' record di campionato: 474.509.400 lire. Alle 16.30
inizia la partita e con lei il duello che marchiera' gli Anni 80. Alle
16 e 30 minuti e 20 secondi, Furino zompa su Falcao: e' un match per adulti.
Otto ammoniti, un espulso che e' il Furia. La regia suprema non sbaglia
scenario: piove. Al 74' Turone s' allunga a gambe aperte, un po' scomposto,
su un cross dalla sinistra e inzucca. Gol! Il gol del sorpasso! No, come
non detto, e' 0-0, Bergamo di Livorno annulla per fuorigioco. S' apre
il cielo. Passeranno ore e ore di anni e anni alla moviola, a comporre
scomporre ricomporre. I dubbi giallorossi trovano conforto e allargano
le parole. Viola, il presidente: " Abbiamo perso lo scudetto per
una questione di centimetri ".
Centimetri che il linguaggio violese riesumera' altre volte, negli anni
a venire, da un gol contestato di Brio al morso di un cane naturalmente
a Brio stesso. E Boniperti, l' altro presidente, spedira' un righello
- qualcuno dice d'oro - al collega:" Cosi' potra' contare meglio
i centimetri ". I due s' odieranno, nemmeno troppo cordialmente,
a vita. E ne succederanno altre, dal bonipertiano " uno come Viola
non potra' mai vincere lo scudetto ", all' aggressione subita dal
romanista al Comunale. E, tutto, da quei gol.
Quel gol annullato che, cinque anni dopo, il Telebeam dira' valido provocando
le ire e le ritorsioni bianconere: silenzio tv, la Rai impari.
E poi ancora, dieci anni dopo, quindici anni dopo, altri marchingegni
elettronici rimetteranno il dito nella ferita o nella pazienza (a seconda
dei gusti) dei tifosi, triturando l' immagine sbiadita di un gol inutile.
Ma il resto resta. Resta il derby dei veleni alla 6ª giornata. Juve
avanti con Causio, poi il raddoppio di Tardelli annullato da Agnolin per
un dubbio fuorigioco, il pari di Graziani, le proteste per un rigore non
dato a Brady, la tensione in salita, il raddoppio di Graziani dopo uno
scontro Pulici-Zoff che scatena i bianconeri e soprattutto Bettega. Bettega
che con Trapattoni negli spogliatoi denuncia una frase dell'arbitro:"
Buoni, senno' vi faccio un...cosi' ".Caos, Agnolin fermato 4 mesi,
Bettega, Gentile, Furino e Tardelli squalificati. Per la Juve e' una beffa
e un danno: dopo 6 turni si trova 8ª. Eppure, proprio da li' si puo'
dire che e' nato il 19° scudetto. Diede una scossa, ricompatto' tutto
e tutti attorno alla terribile e orgogliosa voglia di punire l'offesa.
Ma il resto resta. Juve-Perugia2-1 del 22 marzo '81. Gli umbri sono malinconicamente
retrocessi, dopo 21 giornate hanno 10 punti (erano partiti da -5 per il
calcio scommesse), ma i bianconeri non sfondano e a 9' dalla fine De Rosa
in contropiede li beffa. L' arbitro triestino Terpin all' 85' vede un
rigore discutibile e Brady pareggia. A un minuto dal fischio finale, Marocchino
raddoppia. Ma le polemiche sono altre. Celeste Pin, non ancora ventenne,
e i suoi compagni denunciano Bettega: " Continuava a dirci di mollare
che tanto per noi non cambiava nulla, continuava a dirci di lasciarlo
segnare ". La cosa fini' davanti alla Disciplinare: un mese di squalifica.
Bettega fuori gli ultimi tre incontri di campionato, a partire dal decisivo
Juventus-Roma 0-0...
L' intreccio dietrologico e' infinito e bilaterale, a seconda dei gusti.
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