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Storie da libro cuore. A fine stagione, Brady sa gia' che la Juve non
lo confermera', nonostante l' ottimo rendimento. Boniperti ha preso Boniek,
una furia, e l' Avvocato s' e' invaghito di un certo Platini... Ma l'
irlandese e' campione fino in fondo. All' ultima giornata trasforma il
rigore decisivo a Catanzaro. Un altro scudetto, quello della seconda stella,
con un solo punto di vantaggio sulla Fiorentinadi De Sisti, dove c' e'
anche Cuccureddu. Bettega si distrugge un ginocchio, scontrandosi in Coppa
Campioni con il portiere dell' Anderlecht Munaron. La Juve lo perde a
lungo, e lui perde il Mondiale spagnolo. E' arrivato Bonini, l' eterno
motorino. Ed e' tornato Virdis, dopo una stagione di " purgatorio
" in Sardegna. C' e' pure Paolo Rossi, quello della famosa busta;
squalificato, e' disponibile solo alla terz' ultima di campionato.
UN ANNO FORMIDABILE che porta la seconda stella ai bianconeri e la Coppa
del Mondo all' Italia di Bearzot. Un anno formidabile, quel 1982, che
pero' vede anche esplodere un odio terribile: quello che acceca, che obnubila,
che ubriaca, droga, uccide. Oggi, in nome di Fiorentina e Juventus, quando
s' incrociano, si dicono e si fanno stupidaggini, scelleratezze, follie.
E' diventato un fatto un fatto di polizia, di guerra urbana, di trincee
e barricate, i 90' si sono svuotati, l' occhio e' piu' attento agli spalti,
al fuori che al dentro. Ma non e' stato sempre cosi', una volta, una volta
non era cosi'. Una volta era una partita, e basta. Fino al 1981, era una
partita di calcio, una partita calda, per carita', tra squadre rivali
storiche e qualcosa di piu'. L' avversaria, l' una per l' altra, contro
la quale fa un po' piu' male perdere, e' un po' più bello vincere.
E pensare che era un anno stupendo, anche se ancora non lo sapevamo quando
Juventus e Fiorentina cominciarono a guardarsi in cagnesco. Il campionato
partiva con i campioni che parevano sempre piu' campioni: 6 vittorie su
6. Alla 7ª, il riposo: Falcao firma la vittoria a Torino. La classifica
recita: Juve 12, Roma 11, Fiorentina e Inter10. Sembra proprio un bel
campionato. Lo sara', soprattutto per merito della Fiorentina. Una squadra
sulla quale pochi puntavano. Era uscita rinnovata dal mercato, acquisto
dopo acquisto: Cuccureddu, dalla Juve, Pecci e Graziani dal Torino, Monelli
e Massaro dal Monza, Vierchowod dal Como. Sotto le mani di De Sisti ne
usci' un collettivo straordinario. Ando' vicino, molto vicino al tricolore.
All' 11ª ando' in testa con Inter, Roma e Juve. Poi fu campione d'
inverno. Anche l'anno prima, pero', la Roma era stata campione d' inverno,
ma lo scudetto era andato alla Juve. Ai primi di febbraio, l' aggancio.
Un mese testa a testa, poi la Juve prima. Attacca l' inseguimento, nervoso,
appassionante, un punto solo di stacco. Altro aggancio, altro piccolo
stacco alla 28ª. E' quello decisivo? No, il Napoli ferma il Trap
mentre a Firenze cade travolta l' Udinese, Fiorentina e Juventus 44 punti.
Infine, la 30ª giornata dice Juve 46, Fiorentina 45: la Juventus
vince il 20° scudetto e la seconda stella.
Non e' una novita', e' stata la settima volta che i bianconeri hanno vinto
il titolo all' ultima giornata. Pero', l' ultima e' la genesi. Nasce l'
odio etnico, la guerra santa tra viola e bianconero. A Cagliari, l' arbitro
Mattei annulla un gol a Graziani e finisce 0-0. A Catanzaro, l' arbitro
Pieri nega un rigore per una gomitata di Brio a Carlo Borghi e a 15' dalla
fine non nega il rigore per un fallo di mano del giallorosso Celestini,
da piu' parti considerato involontario. Segna Brady, il professionista,
che da mesi sa di non essere piu' bianconero: arrivano Boniek e Platini.
Cosi' si decide il campionato. I bianconeri tripudiano, i viola mordono
veleno, l' unico che si frega le mani e' Enzo Bearzot, lui, lo spareggio,
proprio non lo voleva, c' e' il mondiale
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