Squadra integralmente rinnovata. Sono partiti pilastri come Zoff e Bettega, Furino giochera' soltanto 40 minuti contro l' Avellino, giusto per cucirsi l' ottavo scudetto: un record di efficienza e di longevita' atletica. Nomi nuovi, da Tacconi a Vignola (Avellino) a Penzo(Verona). Vola la coppia Platini-Boniek, il polacco diventa in coppa il " bello di notte ", una definizione coniata da Giovanni Agnelli che diventera' un' etichetta. Il francese vince per il secondo anno consecutivo la classifica cannonieri (20 reti, contro le 16 della stagione precedente). I bianconeri conquistano scudetto e Coppa delle Coppe, battendo il Porto nella finale di Basilea.


Zoff chiude, Bettega e' andato in Canada a racimolare gli ultimi attimi di carriera, Fanna, Virdis, Galderisi e Marocchino non vengono ritenuti all' altezza delle promesse piu' o meno alte e vengono ceduti. La Roma ha vinto lo scudetto e la cosa non e' stata proprio divertente in casa Boniperti. Nell' 83 s' e' vinta la Coppa Italia, ma la ferita di Atene e' tremendamente dolorosa. La finale di Coppa Campioni tra una squadra di autentici assi, che avevano offerto grande calcio e che in campionato avevano peccato solo di continuita' (molti erano i reduci dal trionfale mundial spagnolo), era stata inopinatamente sconfitta da una banda di onesti lavoratori del pallone,l' Amburgo. I cambi arrivano: Tacconi, e Vignola dall' Avellino, Caricola dal Bari, Penzo dal Verona. Ma il Trap ha una fondata paura, la confessera' dopo la penultima giornata, a scudetto vinto:" Temevo che la squadra si sfasciasse dopo Atene ". Sfasciasse parola che racchiude tutta l' ansia con la quale parte il torneo del 21° scudetto. Il Trap, pero', forse non sa ancora, probabilmente solo s' immagina, qual e' il Platini che si ritrovera' in campo. Lo spera sicuramente: gli ha costruito attorno la squadra, gli ha messo due stantuffi come Bonini e Tardelli a fianco, e due motori come Gentile e Cabrini agli estremi. Gli ha fatto una squadra che puo' permettersi di dire a Michel: va' e fa'. E lui va e fa: gol assist, delizie, ma soprattutto fa girare la squadra tutta.
Era un campionato sofferto, con un continuo testa a testa tra i bianconeri e i campioni giallorossi, ma nessuna macchia polemica lo disturbera'. La difesa e' collaudata, Tacconi non fa rimpiangere il mitico Zoff. Il centrocampo e' spettacolare, e dove non arriva la classe di Platini c' e' la potenza del cavallone Boniek a sinistra. L' attacco potrebbe essere l' unico problema, perche' la' dove Paolo Rossi riesce a modellarsi da centravanti a punta mobile e variante che combacia perfetta con l' estro del francese facendogli spazio e partecipando attivamente alla costruzione della manovra, Nico Penzo non trovava ne' se stesso ne' gli altri. Ma in panchina c' e' un altro asso. E' Beniamino Vignola, che spesso entrando nella ripresa risolve i garbugli. Alla 27ª, con una personalissima doppietta (51' e 67') aggiusta l' 1-2 con l' Udinese in 3-2 e costruisce il distacco che alla 29ª il gol di Rossi all' Avellino trasformera' in scudetto.

Arriva anche, a Basilea contro il Porto, la vittoria nella Coppa delle Coppe, prima affermazione in questo torneo.