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Una botta tremenda, un merito grandissimo. Una botta tremenda di fortuna,
un merito grandissimo da ricordare. Juve1986, scudetto numero 22. Passa
tutto attraverso il Lecce in un incredibile intrico di coincidenze che
dura otto giorni. Coincidenze: tipo la Roma che perde in casa con i pugliesi
3-2 e la Juve che la settimana dopo va a vincere proprio a Lecce3-2; tipo
i colori, visto che il giallorosso se lo spartiscono sia i pugliesi sia
i romanisti; tipo gli ex, visto che nella Roma gioca Boniek e nel Lecce
c' e' Causio.
Una botta tremenda. Passa tutto attraverso il Lecce nelle ultime due giornate
di campionato. Roma e Juve, rivali storiche di quegli anni, sono appaiate
a quota 41. La Roma deve giocare contro i pugliesi di Fascetti, ultimi
in classifica e gia' aritmeticamente retrocessi, mentre i bianconeri hanno
l' ingrato compito di ospitare il Milan (oddio: il Milan di Hateley...).
Eppure succede quel che nessuno puo' preventivare; succede la cosa piu'
tragicomicamente bella che possa capitare nel calcio, e cioe' il risultato
pazzo, l' entrata in scena dell' assurdo in uno sport che dovrebbe essere
governato dalla legge del piu' forte; succede anche un suicidio clamoroso,
molto collettivo, molto teatrale, molto storico insomma, di una squadra
che credeva di poter toccare il cielo con un dito e alla fine, dopo 90'
che paiono scritti da lonesco e raffigurati da Dali', si ritrova col muso
per terra a cercar un buco dove infilarsi, scomparire, piangere lacrime
e rimpianti senza riposte ne' appello. Succede - per farla breve - che
la Juve sconfigga 1-0 il Milan (62'Laudrup) e che al Lecce riesca tutto
cosi' bene da battere all' Olimpico la Roma per 3-2 dopo essere pure passato
in svantaggi( 7' Graziani, 34' Alberto Di Chiara, 42' su rigore e 53'Barbas,
82' Pruzzo). Morale: Juve43, Roma41 punti. L' ultima giornata e' la restaurazione
che segue ogni rivoluzione ogni Carnevale con tanto di inversione dei
ruoli. Cosi' la Juve a Lecce va senza grilli, va piatta e facile e preparata
perche' intimorita, e quindi vince 3-2 (69'Mauro, 73'Miceli, 79'Cabrini,
85'Serena, 86'Alberto Di Chiara). Cosi' la Roma fa esattamente quel che
deve fare un fantasma, cioe' entra in campo a Como ma non si vede perche'
muscoli e testa sono rimasti alla domenica prima, e dopo appena un minuto
chiude baracca e burattini perche' Corneliusson apre la porta di Tancredi
e ci infila dentro un bel golletto,1-0 e vai col liscio, lo scudetto va
alla Juve.
L' ESTATE DELL'85 e' un via vai di nomi. Boniperti passa il tempo a firmare
contratti. La Juve acquista l' ala destra Massimo Mauro dall' Udinese,
i centrocampisti Lionello Manfredonia dalla Lazio e Ivano Bonetti dal
Genoa, l' attaccante Marco Pacione dall' Atalanta, l' ala sinistra Michael
Laudrup ancora dalla Lazio. Boniperti richiama anche un altro centrocampista,
Gabriele Pin, imprestato al Parma, e soprattutto sfida l' ira della tifoseria
del Toro portando Aldo Serena sull' altra sponda, ma versando il denaro
all' Inter visto che il bomber era finito in granata in prestito.Fu un
passaggio contrastato che creo' enormi polemiche. Alla Juve che cedeva
Paolo Rossi al Milan serviva infatti un nuovo centravanti. L' obiettivo
era Altobelli, ma Pellegrini si oppose, dichiarando incedibile il giocatore
e rifiutando qualsiasi offerta. Cosi' Bonipertiripiego' su Serena, che
manco a dirlo l' anno prima aveva deciso un derby a favore del Toro con
un gol all' ultimo minuto. E nella trattativa inseri' pure Tardelli, in
un primo tempo destinato alla Roma (dove invece finira' Boniek). I tifosi
del Toro esplosero di rabbia, urlavano allo scandalo, si sentivano derubati
dal nemico, chiesero a Serena di opporsi al trasferimento. In una ridda
di polemiche, insulti e soldi che giravano, il centravanti alla fine passo'
alla Juve e per il popolo granata divento' il Grande Traditore. Al primo
derby, 13 ottobre '85, si trovo' mezzo stadio tutto contro di lui. Ma
dopo 4 minuti ando' in gol. Per i torinisti lo scandalo era compiuto.
Juve che acquista molto, ma che vende ancor di piu': in quella stessa
estate dell' 85 partono dunque Tardelli, Rossi, Vignola, Boniek,
Drago, Koetting, Limido, Prandelli, Storgato. Il Trap innesta gli ultimi
arrivi: Manfredonia in mediana al fianco di Bonini (davanti a Tacconi,
Scirea, Favero, Brio e Cabrini), piazza Mauro sulla destra, Laudrup sull'
altro versante e Serena centravanti. In mezzo, a creare, il grande Platini.
Nel dicembre dell' '85 la Juventus campione d'Europa viaggia a Tokyo
per disputare la partita della Toyota Cup (la ex Coppa Intercontinentale)
contro i campioni del Sudamerica, gli argentini dell'Argentinos Juniors,
l'ex squadra di Diego Maradona. La partita in Giappone è entusiasmante
e ricchissima di colpi di scena. Un meraviglioso goal di Michel Platini
viene annullato, si va ai calci di rigore dopo che la Juve ha recuperato
due volte nel punteggio. Finisce 4-2 con lo stesso francese che realizza
il penalty del trionfo, e la foto di Roi Michel inginocchiato con lo sguardo
e le braccia al cielo passa alla storia del calcio italiano.
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