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Gaetano Scirea moriva, a 36 anni, in Polonia,sedici anni fa, domenica 3 settembre 1989, in un incidente stradale sulla superstrada Katowice-Varsavia. Scirea, vice di Zoff, allenatore della Juve, aveva visionato, la sera prima a Lodz, il Gornik Zabrze, avversario dei bianconeri in coppa Uefa. Viaggiava a bordo di una Fiat 125; erano circa le 13 ed all'altezza del paese di Rawa Mazowiecka, quando l'autista dell'auto su cui sedeva il campione, ignorando il tratto di lavori in corso, azzardò il sorpasso di due tir e andò a scontrarsi con un furgone che sopraggiungeva in direzione opposta. La 125, che trasportava nel bagagliaio 4 taniche di benzina, prese immediatamente fuoco. Nell'urto si aprì soltanto la portiera posteriore dal lato del dirigente del Gornik, unico a salvarsi. Le autorità polacche impiegarono una decina di ore per stabilire l'identità delle vittime del rogo.
Noi vogliamo ricordarlo così.
Gaetano Scirea era l'agilità, la classe e l'eleganza; insomma nulla a che vedere con la media dei difensori ruvidi e grezzi che si era abituati a vedere nel periodo in cui giocava. E' per questo che oggi Scirea è, agli occhi di tutti, uno dei migliori liberi di sempre, perno insostituibile della Nazionale Italiana, la quale notoriamente è sempre stata molto feconda per quanto riguarda il proliferare di ottimi elementi nel reparto difensivo. Di Scirea piace ricordare la capacità di aver saputo reinventare, su solidissime basi, le caratteristiche che un libero moderno deve possedere nel proprio DNA, per potersi definire leader di una squadra. E questo era esattamente Scirea: un LEADER, cioè un giocatore che cammina sempre un passo avanti a tutti gli altri, mentre li aspetta per insegnare come si fa, oltre che a vincere, soprattutto, a saper perdere senza sentirsi umiliati prima di tutto da se stessi, quando non si è combattuto bene. Gaetano Scirea è morto nel 1989 in Polonia, poco dopo aver cominciato un nuovo incarico come osservatore della Juventus. E' probabile che nel suo nuovo lavoro mettesse sempre tutta la grinta e il carisma che lo avevano caratterizzato anche da giocatore, con notevoli soddisfazioni personali. Ma il modo in cui tutti vogliamo ricordarlo è senza dubbio sul campo, a comandare la difesa, come un generale con il suo esercito: quello è Gaetano Scirea, e non potrebbe essere in nessun altro modo. Il libero per antonomasia, classicamente inteso, eppure capace di dare un pizzico di modernita' al ruolo: in Italia simbolo della Juventus per quindici anni, in cui vinse tutto. "Gai" era partito dal suo paesino, Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano, e nelle giovanili dell'Atalanta aveva giocato mezz'ala. Insuperabile baluardo difensivo ma anche un elemento in grado di proporre gioco e rendersi utile anche in fase avanzata, dotato di grande classe e personalità, Scirea sapeva sempre farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, non perdendo mai la calma nemmeno nei frangenti più delicati. Uomo dalle straordinarie qualità morali, Scirea si è distinto sempre, sia in campo che fuori, per la correttezza e signorilità. Compagni, avversari, arbitri, giornalisti, tutti hanno avuto modo di ammirarne lo stile e la serietà: sempre leale, mai polemico o rissoso, Gaetano era un campione esemplare, che ha saputo farsi apprezzare sia come calciatore che come persona perbene. La sua tragica morte , avvenuta nel settembre del 1989, quando era in Polonia come osservatore per conto della Juve, ha lasciato un vuoto enorme nel cuore di tutti gli sportivi. Per questo, intitolare a lui la curva dei tifosi bianconeri nel nuovo stadio Delle Alpi è stato il giusto omaggio alla memoria di un fuoriclasse indimenticabile.
Approda alla Juventus nella stagione 1974/1975 dove vince tutto il
possibile: 7 scudetti, tutte le coppe europee, la Coppa Intercontinentale
e un Mondiale con la Nazionale. Ma il primato in assoluto più
bello e importante è uno: non ha mai subito un'espulsione. La
sua correttezza in campo, il suo rispetto per l'avversario ne hanno
fatto un mito della storia della Juventus ma anche del calcio.Uomo timido
e introverso, non ha mai detto una parola di troppo. Scirea è
stato il calciatore che ha avuto la capacità di sapere reinventare
il ruolo di libero, facendone un ruolo moderno; gioca a sostegno della
difesa, senza disdegnare azioni di disturbo e appoggi sapienti, si muove
in avanti senza palla e aiuta il centrocampo nelle manovre offensive.
Il suo stile andava al sodo, avviava l'azione da dietro e riusciva a
segnare gol importanti grazie anche ad una tecnica ambidestra. Pilastro
della Nazionale Italiana dove non ha rivali, conclude la sua carriera
da calciatore nella Juventus giocando la sua ultima partita il 17/06/1986.
Ma Scirea vuole rimanere nel mondo del calcio magari come allenatore.
E viene accontentato alla chiusura della stagione 1987/1988; viene esonerato
Marchesi e Boniperti pensa, per la panchina della Juventus, al tandem
Zoff-Scirea. E' l'inizio di una nuova esperienza che però è
destinata a finire presto. Gaetano Scirea muore in Polonia, mentre andava
ad osservare per conto della società, il Gornik a Zbrze, prossimo
avversario della Juventus in Coppa UEFA. Scirea se ne va nel modo più
terribile, imprigionato dalle lamiere di una vecchia auto andata in
fiamme col suo carico di benzina supplementare. E' il 3 settembre 1989. |